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Genesis 1970 - 1975 (Remasters 2008)


Dopo tante incertezze e tanto rimandare mi sono deciso a scrivere una recensione tecnica di un disco.
Già perchè oltre ad essere un musicofilo sono pure un audiofilo.
Sino ad oggi mi aveva trattenuto una forma di pudore dal “divulgare” la composizione del mio impianto stereo. Poi ho pensato, tutto sommato ha i suoi anni, tutti i componenti o quasi sono fuori produzione e poi che le persone pensino pure male.
Oggetto della prova sarà un album del cofanetto in vinile dei Genesis “1970 – 1975” che comprende, da titolo, i cinque album di studio usciti tra il 1970 ed il 1975: Trespass; Nursery Crime; Foxtrot; Selling England By The Pound; The Lamb Lies Down On Broadway.
Si tratta di una ristampa molto curata con vinili da 200 gr. rimasterizzati in “half speed masterng”. Straordinaria anche la qualità delle copertine in un cartoncino particolarmente pesante e stampato con tutti i crismi.
Ho scelto un album solo per la prova e si tratta di Selling England By The Pound.
Farò un ascolto comparato con una normale versione in vinile e con la versione in cd.
L'impianto d'ascolto è così composto: fonte analogica giradischi Project Perspective con controtelaio flottante sospeso su tre molle, testina MM Goldring 1042, pre phono Musical Fidelity XLP; fonte digitale cdp Meridian 506, vecchiotto ma decisamente ancora ben suonante; cavi di segnale Nordost e Monster Cable; amplificazione integrata Krell Kav 300i; cavi di potenza Nordost Flatline in single wiring; diffusori KEF Reference Model Two da pavimento con tweeter UNI – Q.


Vinile contro vinile.

Sin dal primo momento che Peter Gabriel intona quel “Can you tell me where my country lies?”, dalla prima canzone del lato A “Dancing Withe The Moonlit Knight”, ci si rende conto che il confronto non è nemmeno proponibile.
A livello timbrico la voce nella versione “audiophile” ha una profondità che riempe la stanza d'ascolto, calore, spessore, ricchezza timbrica, ricostruzione del frontstage, profondità di campo. Un altro pianeta. Gli strumenti, sulle piccole percussioni, sulle corde delle chitarre, le pelli della qui magnifica batteria di Collins, tutto suona limpido, traparente, dinamico sempre perfettamente a fuoco anche nei pieno strumentali.
Il divario si conferma anche con la seconda canzone “I Know What Like (in your wardrobe)” e diventa abissale con l'intro di pianoforte di “Firth of Fifth”.
Le differenze su tutti parametri sono così nette che non ha senso insistere ulteriormente nella prova.


Passiamo allora al confronto tra analogico - digitale.

Mentre nel caso della prima prova mi aspettavo le differenze poi puntualmente riscontrate non altrettanto nel caso del confronto lp/cd.
Il cd è una buona versione, rimasterizzata in modo intelligente, senza effetti zinzin -zumzum, eppure , eppure ora è divenuta quasi inascoltabile, la terrò solo per questioni affettive e perchè il cd ha dalla sua di essere più comodo per l'ascolto di quanto non lo sia un disco di vinile. Pure il mio amato Meridian suona più che bene e sa tirar fuori dai dischetti argentati la parte “analogica” ed almeno per quel che riguarda ritmo d'esecuzione, dinamiche e musicalità in generale sa difendersi più che bene. Ma qui non è un problema di fonte, o non solo, si tratta proprio della qualità del supporto.
Vale la pena di chiudere la prova con delle considerazioni finali sulla qualità audio di questa ristampa audiophile di Selling England By The Pound. I tecnici inglesi hanno fatto veramente un grande lavoro. Quest'edizione è tecnicamente curatissima e produce miglioramenti audio stupefacenti, rinunciando nel contempo alla facile spettacolarizzazione di un qualche singolo parametro. La ricerca dell'equilibrio e della musicalità è stato l'obiettivo ricercato e brillantemente ottenuto. All'interno di questo equilibrio non è stato trascurato nulla, timbrica, ricostruzione scenica, contrasti e microcontrasti dinamici, alla base di tutto un grande amore per la musica ancor prima che per la tecnica.
Per gli amanti dei Genesis e del bel suono: IRRINUNCIABILE.

Dopo tanto parlar bene dell'album e del cofanetto (ad un primo ascolto anche gli altri album sono eccelsi) bisogna anche menzionare un paio di difetti: il primo e più grave consiste nel non aver incluso anche gli altri due album ufficiali del periodo Gabriel e cioè Genesis From Revelation e soprattutto il bellissimo Genesis Live, l'unico Live ufficiale dei Genesis con Peter Gabriel, e poi il non aver previsto un book annesso al cofanetto che considerato il costo dello stesso era d'obbligo.

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19 commenti a "Genesis 1970 - 1975 (Remasters 2008)"

  1. brazzz dice:

    per i non amanti direi rinunciabile..eh

  2. Davvero piacevole da leggere questa sfida fra il vinile e il cd.
    Complimenti per l'impianto esoterico.

  3. tanto di cappello. mi hai anche fatto venire voglia di ascoltare i genesis, io che li odio più dei finochi lessi, ma mai quanto odio phil collins solista

    tanta roba, congrats

  4. Oddio, i casi sono due.
    O Allelimo tace oppure si apre un diluvio di flac e capperi vari.
    (ps bellissimo post, hai fatto venir voglia anche a me che dei Genesis alla fin fine ho solo 3 o 4 dischi) (e neanche i meglio).

  5. allelimo dice:

    Per l'amor di dio, taccio, taccio, non ti preoccupare - non vorrei mai che qualche misera goccia di ragionevolezza venisse a turbare la vostra incrollabile fede nei dischi in vinile.

  6. silvano dice:

    Prima di tutto grazie per l'invito a collaborare con il vostro nuovo blog, e poi grazie per i vostri commenti.
    Non pensavo di cavarmela così a "buon mercato" con il terribile Ale.
    ciao, silvano.

  7. Sarò anch'io un irragionevole ma conosco due persone che hanno impianti della madonna (tipo ampli da 20.000 € Yba -può essere non conosco bene le merche-e cose così).
    E devo dire che là sopra suonano diversi anche i Pooh.
    Uno dei tizi che è mio cugino era infatti in gioventù un fan dei 4 Pooh e conserva ancora gelosamente certi LP tipo Boomerang o Parsifal.
    Oh, sarà la suggestione ma sentiti sull'impianto della madonna son belli anche quelli.

  8. @ Silvano grazie a te!

    @ DiamondDog dai, è sicuramente la suggestione... ;-) e cmq Piccola Ketty mi piace

  9. ma infatti è la stessa cosa dei concerti, quanti concerti belli ho visto penalizzati da un sound di merda, per il tipo di locale o per il mixeraggio ifname.


    certo un mediocre rimane un mediocre anche con l'impianto di dark side of the moon

  10. @ Paolo Vites sacrosante parole se penso a dei locali dove l'acustica è uno schifo ...

  11. Il Palasport di Firenze per esempio.
    Ma anche il Forum di Milano. Per non parlare del Meazza. L'ultima volta che ci ho visto gli Stones (dal prato) non sentivo le chitarre e miei amici che erano nel terzo anello mi hanno detto che sembrava un concerto di hard rock.
    Direi che in Italia le acustiche buone sono quasi impossibili da trovare se non in certi posti piccoli.

  12. san siro è il vomito totale, mi rifiuto di tornarci ancora anche se dovesse venire il fantasma di elvis

    che la gente goda a vedere i cocnerti lì dentro è segno della idiozia generale che abita l'italia - della serie, chissenefrega della musica, siamo qui per far numero

  13. allelimo dice:

    silvano, non è che te la sei cavata: la risposta di prima era per DiamondDog :)
    Il tuo post ha secondo me un problema di fondo: non c'è nulla che sia anche lontanamente oggettivo, a partire dalla metodologia da te usata per il confronto (di cui non ci hai detto nulla).

    Per dire che il vinile A è superiore al vinile B e che entrambi sono superiori al cd ci vorrebbero delle giustificazioni "scientifiche".
    Mentre è perfettamente legittimo dire "a me piace di più il vinile del cd": lasciamo stare però le questioni "tecniche".

    Oltretutto, la rimasterizzazione del 2008 è stata fatta su apparecchiature digitali, ma questa parte è meglio ignorarla: ho già visto nei commenti al post sull'utilizzo del Delay Digitale nella fase di cutting delle lacche dei dischi che l'argomento è stato grosso modo ignorato.

    Sull'audiofilia non ho nulla da dire che non abbia già detto: se tu riesci a sentire la differenza tra i cavi Monster Cable e la piattina rosso/nera degli anni '70, vuol dire che hai orecchie migliori delle mie.
    Ma qui siamo nel campo della fede, ed è inutile discuterne. O ci si crede oppure no, e il bello è che le dimostrazioni non servono a nulla: il fedele audiofilo non cambierà idea per cose fredde e insignificanti come i numeri (che dimostrano il contrario di quello che lui pensa).

    Concerti dal vivo e qualità sonora: vero.
    Ma non c'entra veramente nulla con l'audiofilia.
    Per suonare dal vivo si usano apparecchiature che vengono scelte di solito in base a tre criteri: robustezza, robustezza e robustezza.
    A volte si sta anche attenti a scegliere apparecchiature robuste...
    La qualità del suono dal vivo la fa al 80% il tecnico del suono e al 20% l'acustica dell'ambiente.

  14. silvano dice:

    Non ho ambizione di dire la VERITA', se non la mia piccola verità che è poi quella che ho esposto. Non faccio proselistismo, ognuno ascolta un po' come vuole, solo che non capisco molto quelli che si ostinano a negare le evidenze sensoriali. Negare l'evidenza dei numeri può essere stupido o stolto come tu dici, ma anche negare l'evidenza dei propri sensi può essere altrettanto stupido. Siamo poi sicuri che i numeri misurino quel "quid" che mi fa percepire un supporto suonato su un determinato impianto come superiore o inferiore ad un altro suonato su un altro impianto? Lo sappiamo poi che cosa sia quel quid? Sappiamo se esista o meno?

    I numeri caro Ale possono benissimo misurare una "500" che va a 60km/h e altrettanto bene una Ferrari che va a 60km/h: per i numeri la velocità delle due auto è uguale ma le sensazioni degli occupanti sono soggettivamente e oggetivamente diverse a meno che non siano dei dummies. I numeri non spiegano fino in fondo il mondo nè le persone, e te lo dice un ateo.
    ciao.

  15. allelimo dice:

    silvano, a me sta benissimo che chiunque dica "preferisco il vinile al cd", o il cavo X al cavo Y.
    Non giustifico chi dice che il vinile o il cavo X siano oggettivamente superiori al cd o al cavo Y.
    Perchè in questo caso pretendo la dimostrazione, oggettiva.
    Finchè si parla di bassi profondi e medi setosi, stiamo parlando di sensazioni: ognuno ha le sue, ed esattamente come i gusti, sono non opinabili.
    Se vogliamo parlare di tecnica e tecnologia, oggettivamente superiore o inferiore, allora facciamo parlare i numeri, che quello hanno di bello: sono oggettivi.

    Il "quid", se lo chiedi a me, non esiste... :)
    La psicoacustica sì, e a meno che tu non mi dimostri che i tuoi confronti tra supporti e impianti sono fatti in maniera rigorosa, così da eliminare la soggettività nella valutazione, ti dico che le differenze sono spiegabili con la psicoacustica, e tralascio i dettagli che se no a DiamondDog gli prende un coccolone... :)

    L'esempio della 500 e della Ferrari, l'hai già usato una volta e non l'ho capito nè allora nè adesso.
    Se stiamo misurando la velocità, la 500 e la Ferrari vanno alla stessa velocità.
    Se stiamo misurando le sensazioni, la velocità è un parametro, non la cosa sotto osservazione.

    Poi, ovvio che i numeri non spieghino fino in fondo le persone, credo che nessuno possa sostenere il contrario; ma se parliamo di tecnica e tecnologia, i numeri misurano oggettivamente le differenze.
    Negare quello che dimostrano i numeri nei campi in cui una misura numerica è significativa non mi sembra molto coerente.

    Noto invece che la fonte digitale dei vinili rimasterizzati è stata ignorata una volta di più.
    In effetti, giustificare la superiore resa sonora di un vinile generato a partire da un master digitale deve essere abbastanza difficoltoso, meglio evitare completamente il problema ;)

  16. silvano dice:

    Ci sono comunque differenze nelle misure degli apparecchi e io credo siano percepibili. L'esempio delle due auto che vanno a 60km/h voleva dire che talvolta si possono misurare dei parametri non consoni a stabilire la qualità delle due macchine a confronto (nell'esempio ho stabilito che vanno entrambe alla medesima velocità e faccio l'errore logico - volutamente parasossale - di trarre la conseguenza che siano tout-court uguali, mentre ovviamente lo sono solo per il parametro velocità e solo nel momento che ho effettuato la misurazione). Bisogna anche sapere cosa misurare. Forse non si misura un qualche parametro che potrebbe spiegare anche con i numeri le enormi differenze che si percespicono ascoltando elettroniche e casse acustiche diverse e, aggiungerei, non lo si misura per il semplice fatto che non lo si è individuato. Almeno ad oggi.

  17. allelimo dice:

    silvano, l'esempio era talmente poco chiaro che per spiegarlo hai dovuto aggiungere tutta una serie di cose che non avevi detto prima... certo, se stiamo misurando la qualità delle macchine e prendiamo come misura la velocità, non è un errore logico, è una cazzata. In che modo questo c'entri con il discorso di vinili, cd e audiofilia, mi sfugge.

    Le enormi differenze di cui parli nel campo dell'audiofilia vengono dalla specificità delle casse cosidette "hi-fi", che sono in sintesi, come tutta la catena audiofila, l'esatto opposto di quello che si usa in uno studio di registrazione: cioè apparecchiature che cercano di colorare il suono, alterandolo in modo più o meno pesante, per illudere chi ha speso vagonate di soldi in quelle stesse apparecchiature di aver ottenuto un suono "migliore" (o genericamente più fedele all'originale, che però non sappiamo bene cosa sia, soprattutto se riferito alla "popular music").
    Questo è abbastanza facilmente dimostrabile: basta entrare in uno studio di registrazione e vedere (e ascoltare) quale tipo di ascolto si usa per fare un disco. Se trovi uno studio che abbia preoccupazioni audiofile, segnalamelo pure e ti darò ragione su tutta la linea.

    Per riassumere: certo che le diverse casse hi-fi suonano diversamente: perchè sono costruite apposta per farlo.
    L'hi-fi è una mistificazione assoluta, il suo scopo prinicipale non è riprodurre la musica nel modo più fedele possibile alla sorgente, ma in maniera da sembrare più o meno "piacevole" o "riconoscibile" per chi ascolta.
    Tutto il resto, direi marketing e autoconvinzione patafisica :)

    Riprendo velocemente la parte qui sopra sull'originale riferito alla popular music: l'originale è, evidentemente, la registrazione. Ovvero la composizione, il suo arrangiamento, l'esecuzione e l'insieme di suoni/timbri.
    L'originale si trova negli studi di registrazione, da qualche parte tra la registrazione multitraccia e il mixdown.
    Poi bisogna mettere questo originale su un supporto fonografico: e qui dipende da qual è il supporto usato in un dato periodo.
    Il vinile lo è stato per parecchio tempo, ma la musica messa sul disco non è quella che si ascoltava dal mixdown in studio. E' un segnale compresso ed equalizzato in modo da tenere conto delle limitazioni del mezzo fisico di riproduzione (il vinile)
    Tutti i dischi in vinile sono compressi nelle basse frequenze ed esaltati nelle alte frequenze, perchè questo è il modo migliore per avere un'incisione del vinile "equilibrata", riducendo le variazioni di tracking della testina all'interno del solco.
    Tanto è vero che il suono in uscita da un disco deve essere ri-equalizzato prima di essere ascoltato: ovvero l'operazione che fa il "pre-ampli phono" (cioè il decodificatore dell'equalizzazione RIAA, lo standard per l'incisione dei vinili)
    Il pre-ampli phono è evidentemente una elaborazione elettronica del segnale, che prende i bassi e li amplifica e fa l'opposto con gli alti.
    I primi cd suonavano "male" perchè spesso erano realizzati con i master preparati per i vinili, con tutte quelle correzioni inutili che venivano fatte per ovviare alla limitazione fisica del supporto.

  18. Ah, io prendo tutto per buono visto che ho una discreta sordità all'orecchio destro.
    Comunque complimenti per l'impianto, i vicini che dicono?

  19. magar dice:

    Hai scelto un disco .....!
    Ancora oggi il suo ascolto mi mette i brividi. Di norma preferisco la copia in vinile, quella inglese dell'epoca. Il mio vecchio Thorens TD MkII fa ancora oggi il suo dovere.
    P:S: L'assolo in crescendo si Steve Hackett in “Firth of Fifth” è una delle cose più belle del Prog anni '70.

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